| Tipo di arma | Spada |
| Rarità | ★★★★★★ |
"Sembra un pozzo..."
Appoggiò il gomito sulla ringhiera della piattaforma di osservazione e lasciò che il suo sguardo seguisse la dodicesima bottiglia vuota che volava nell'aria prima di precipitare nel mare lontano. Poi vide il maestoso "anello", la struttura in cui lavorava. Era la prima volta che lo osservava da un'altezza così elevata.
"Qual è il suo scopo? Una sorta di rifugio sottomarino? Credo di aver sentito che serve a sparare o lanciare qualcosa..."
Cominciò a fare ipotesi azzardate, ma poi frenò subito quel flusso impetuoso di pensieri. L'esistenza di quella struttura non aveva nulla a che fare con lui... Se avesse sostenuto le prove di selezione solo pochi mesi prima, prima di perdere un occhio e tutta la sua squadra sul campo di battaglia, avrebbe potuto assistere al lavoro top secret che veniva svolto all'interno di quel luogo. Ma ora non provava più l'orgoglio né la motivazione di contribuire al futuro dell'umanità. Quelle virtù erano state sepolte insieme alle ossa dei suoi compagni.
Ora era solo un comune addetto alla pulizia dei ponti... "Chi è il mio datore di lavoro?" cercò di ricordare, guardando il suo tesserino aziendale. Endfield Industries. Che gli importava? Tanto erano tutti uguali... Endfield, USLT, CCGT, ASH... Questo posto era pieno di gente di ogni tipo.
È qui che si erano riuniti i vertici di ogni fazione, lontano dai principali teatri di guerra, per mettersi al lavoro su alcuni mega progetti...
"Probabilmente, sarà solo l'ennesimo fallimento. Le linee del fronte stanno crollando una dopo l'altra, le aree abitabili stanno scomparendo. Potrebbero davvero trovare una soluzione in grado di ribaltare la situazione?"
"Ugh, basta pensarci... Mi sta venendo solo un gran mal di testa..."
Se avesse voluto vivere senza preoccupazioni, avrebbe dovuto portare le cose all'estremo. Ma continuava a sentirli parlare alle sue spalle: l'unico figlio di una fiera famiglia di soldati. La giovane stella nascente che aveva ceduto all'odio verso sé stesso, che aveva accettato di buon grado di fare lo sguattero per allontanarsi il più possibile dai campi di battaglia... Oh, sì, le sue orecchie continuavano a captare certi discorsi di tanto in tanto.
Era sorpreso dal fatto che quelle parole potessero ancora ferirlo. È per questo che era salito lassù, per liberarsi. Naturalmente, quella liberazione si era inevitabilmente trasformata in autocommiserazione e in molte bottiglie di kohl.
La tredicesima bottiglia vuota volò e cadde in mare.
Allora perché si sentiva così male? Cos'è che non riusciva a lasciarsi alle spalle? Le medaglie? Le aveva buttate via tutte. La sua arma preferita? Non ricordava nemmeno dove l'avesse seppellita. "Ah, sì, in effetti... c'è qualcos'altro."
Si tolse la benda dall'occhio, poi estrasse dalla cavità oculare un oggetto privo di calore: un occhio protesico d'oro e oribasamento lo fissava dal palmo della sua mano. Nella storia tramandata di generazione in generazione, si diceva che l'occhio fosse stato realizzato con l'oro donato dagli imperatori... I suoi antenati avevano calpestato i campi nella Battaglia dei Quattro Imperatori e avevano assistito alla caduta della Gallia... Non importava se erano diventati potenti magnati o esploratori di Terra, l'occhio era sempre stato tramandato al successore. Lui, il fallito caduto in disgrazia, ne era l'ultimo erede.
La gloria della sua stirpe risplendeva attraverso la pupilla orlata da filigrana dorata, e proiettava un bagliore agghiacciante nella sua anima.
Strinse il pugno e chiuse le dita attorno al cimelio di quella stirpe ininterrotta, poi lo gettò in mare senza ulteriori esitazioni.
"Ecco, è fatta. In modo pulito e silenzioso."
Il kohl che aveva ingerito iniziò ad agitarsi e gli scappò un rutto. Quell'anello in lontananza sembrava sempre più un pozzo. Gli ricordò il pozzo dei desideri che aveva visto in un piccolo villaggio in cui era capitato durante il suo gran tour di Terra. La gente ci gettava dentro monete d'oro e d'argento, e pregava affinché i propri desideri si avverassero. Il valore gettato nel pozzo determinava la portata del desiderio.
"Ah, che branco di idioti."
Se ciò fosse stato vero, che dire di quello che aveva appena gettato? Quale desiderio poteva sperare di realizzare?
L'occhio era un tesoro prezioso che aveva assistito alla caduta di grandi nazioni, alla trasformazione di intere civiltà, alle carneficine, alla rinascita, alla distruzione e alla perseveranza. Il pozzo lo avrebbe trasformato in qualcos'altro?
"Basta, sarà meglio dormirci su."
Sollevò la mano e lanciò in aria la quattordicesima bottiglia, seguendone la traiettoria finché non rimase sospesa a mezz'aria.
Il pozzo dei desideri aveva esaudito la sua richiesta.
Tutto attorno si formò una cappa di silenzio, seguita dall'emergere di un'enorme formazione cristallina.
I cieli si squarciarono e rivelarono un sentiero di Originium.
Innumerevoli maestose figure si ergevano tra le nuvole alla fine di questa lunga strada. Un enorme Portale cosmico apparve dietro di loro.
"Perché, Vostre Maestà? Perché?"
"È perché ho rinunciato al loro dono? Perché ho abbandonato la mia storia, il mia lignaggio e tutte le mie glorie?"
Dalla strada di Originium, comparvero i suoi compagni caduti. Allungarono gli arti avvizziti che brandivano armi frantumate, cercando in tutti i modi di trattenerlo.
Così, estrasse una lancia.
Ogni carcassa che trafiggeva liberava una grande quantità di parole. Chinò il capo per leggerle, e scoprì che erano nomi.
Vide i nomi di suo padre, di suo nonno, del pasha, del papa, dell'inquisitore, del compagno di frontiera, del minatore...
Seguì il Fiume dei Morti e superò tanti personaggi storici.
Finché non furono gli imperatori a lasciare i loro nomi sulla punta dell'arma.
A quel punto, sollevò in alto la lancia spezzata e sferrò un potente affondo contro l'imponente cancello, prima che dei ruggiti assordanti lo risvegliassero.
Il grande anello in lontananza aprì il mare. Quella lancia penetrante, la monumentale costruzione forgiata dalla disperazione di ogni fazione, da ogni barlume di speranza e da ogni ferita sanguinante, fu scagliata verso il cielo.
E così, in data ██/██, ██, la Dijiang venne lanciata con successo.