| Tipo di arma | Spada |
| Rarità | ★★★★★★ |
Mentre i cannoni tuonavano nel cielo, la notte finalmente calò a Fort Forgefane. Il vapore smise di sibilare quando l'ultimo Aggelos fu ridotto in ghiaia. La vittoria risuonò in tutti i campi innevati, la tromba del trionfo echeggiò tra i bastioni crollati, fino a raggiungere una cripta di pietra impiegata a obitorio provvisorio per ospitare i guerrieri caduti.
Per i fabbri di Fort Forgefane, il suono della tromba sembrava più un saluto d'addio ai soldati. Un fabbro tirò un carro carico di attrezzature recuperate e si fermò davanti a un giovane Cavaliere Giurato, ormai privo di vita da tempo.
Perché si era fermato? Era forse la paura della morte a bloccarlo? No, non pensava che fosse quella la spiegazione. Dal giorno in cui aveva presentato i documenti di arruolamento all'Ordine del Giuramento d'acciaio, non aveva fatto altro che sognare di cadere come un vero Cavaliere. E sin dal suo arrivo alle porte di Fort Forgefane, era determinato a rimanere in quel luogo come un chiodo martellato nelle sue fondamenta. C'erano solo due cose che potevano impedirgli di brandire il martello: realizzare il futuro che aveva sognato, oppure dover lasciare il suo posto a qualcun altro.
Il fabbro si chinò e prese la lunga spada dalle mani del giovane soldato.
Non riusciva a distogliere lo sguardo dal suo volto. Stava rendendo l'ultimo omaggio a un ex compagno? No. Aveva già salutato tutte le persone che conosceva nel sud prima di marciare verso nord. Aveva visto i suoi cari piangere segretamente per lui, aveva notato la riluttanza nei loro occhi e aveva persino partecipato al funerale di un caro amico la notte prima di presentarsi al campo di addestramento.
No, ciò che provava in quel preciso istante era qualcosa di nuovo. Una misteriosa ondata di emozioni che lo inchiodava al suolo, nonostante cercasse ripetutamente di allontanarsi.
Dei passi pesanti riecheggiarono nella cripta. Il fabbro alzò la testa e trattenne il respiro.
"Castellano Gerald! Chiedo scusa, sto solamente... recuperando l'attrezzatura."
Il gigante corazzato allungò la mano e prese la lama dal fabbro. Il bordo era frastagliato e una sottile crepa la percorreva per tutta la sua lunghezza.
"Lo conosci?"
"A malapena... Abbiamo bevuto qualcosa insieme al banchetto di benvenuto organizzato per noi alcuni giorni fa..."
"Cosa intendi fare con questa lama?"
Il fabbro la prese e scrollò via la neve dall'elsa. Esaminò attentamente i danni riportati dall'arma e, infine, pronunciò il suo verdetto: "Sarà un onore per me riportare questa lama alla fornace e rifonderla, e la gioia sarà pari a quella di vedervi respingere quest'ondata aggeloide da dov'è venuta. È un eroe... che nessuno ricorderà".
"Ma è anche un uomo comune, tanto quanto lo è questa spada."
"Mio signore castellano... cosa vuole che faccia di questa lama?"
"Anche la lama perfetta si spezzerà, prima o poi", disse Gerald, dando una pacca sulla spalla del fabbro. "Tornerà alla fucina, passerà attraverso i ranghi dei Cavalieri Giurati e porterà a termine il suo lavoro incompiuto".