| Tipo di arma | Arma ad asta |
| Rarità | ★★★★★ |
Aveva immaginato il suo ricongiungimento con Ludson Walker innumerevoli volte...
Forse, il signor Walker poteva esser stato assunto come consulente militare per chissà quale film di guerra ambientato a Nuova Wrankwood, dove aveva ricevuto il rispetto che meritava, oltre alle domande della troupe cinematografica. Forse sarebbe apparso davanti alla biblioteca di Morospolis come rappresentante dell'Ordine del Giuramento d'acciaio, a parlare della vita di un Cavaliere Giurato con i giovani membri dell'USLT. Forse...
C'erano innumerevoli scenari possibili, tutti adatti al suo compagno Cavaliere Giurato, la "stella nascente" dell'Ordine e il glorioso soldato che combatteva sempre in prima linea. Ma la rimpatriata fu decisamente molto diversa da come se l'era immaginata...
Vide l'uomo che somigliava a Ludson su un pullman diretto a La Fantoma. "Ludson" portava una chitarra elettrica sulle spalle. Alla vista di un poster dell'Obsidian Festival, sospirò come se avesse incontrato chissà quale problema. Chissà, forse aveva letto male gli orari dei pullman.
Per assicurarsi di aver semplicemente scambiato uno sconosciuto per il suo vecchio compagno, si avvicinò all'uomo di mezza età e gli fece un saluto standard, sperando di ottenere in risposta una reazione del tipo "Che diavolo?" o "Ma chi è questo maledetto pazzo?". Purtroppo, le sue speranze furono deluse quando il volto dell'uomo si accese di una gioiosa sorpresa e questi gridò il suo nome.
"Bucky? Ma sei proprio tu?!"
L'uomo di mezza età che assomigliava a Ludson... a quanto pare, era proprio Ludson. Contò mentalmente il numero di persone su Talos-II che lo chiamavano "Bucky". Probabilmente, non superavano le dita di una mano.
"Caspita, quanto tempo è passato dall'ultima volta che ci siamo visti?" Ludson sembrò rifletterci seriamente e sospirò profondamente quando arrivò alla soluzione: "Uff. Quasi vent'anni! È proprio vero che il tempo vola..."
Bucky annuì, ma prima che potesse pensare a una risposta adeguata, Ludson continuò a dar voce ai suoi ricordi nostalgici.
"Sei tu quello del nostro reggimento che parlava sempre di ottenere il congedo... Ho persino scommesso con Vincent e gli altri che saresti stato il primo a fare le valigie e a tornare a casa."
"Ma ho perso miseramente! Vincent, quel povero idiota, è stato lui il primo ad abbandonare. Lui..."
"COSA? E perché?!" Bucky non poté fare a meno di interromperlo: "Che fine ha fatto il detto 'La vita si lascia solo sul campo di battaglia'...?".
Nemmeno il veterano ed eroe più esperto era riuscito ad arrivare fino alla fine...
Ludson rimase in silenzio, con il sorriso improvvisamente congelato sul volto. L'uomo di mezza età, che stringeva tra le mani il poster del festival musicale, riprese a parlare solo dopo una breve pausa.
"Non mi aspettavo di dover rispondere a questa domanda... Persino il castellano non ha proferito parola quando ho presentato la richiesta di congedo."
"Ma se proprio vuoi saperlo... ho iniziato ad avere paura."
"Ho cominciato a temere le missioni di ricognizione nelle aree interdette oltre l'aurora. L'orda infinita di bastardoidi che diventavano ogni giorno più resistenti ha iniziato a spaventarmi... Non volevo più affrontarli..."
"Ho sentito... il coraggio scivolare via dal mio corpo, e non sono riuscito a trovare il modo di trattenerlo. Verrà un giorno in cui sarò troppo debole persino per aggrapparmi a esso."
"E dato che non sono riuscito a mantenere il coraggio e la determinazione, tanto valeva che me ne andassi in modo dignitoso. Così, ho scelto il congedo volontario. Non voglio svegliarmi ogni mattina tremando come un disertore senza spina dorsale che se la fa addosso, nascosto in una grotta dopo essere scappato da un nemico che non riesce a sconfiggere."
"Ma... perché porti con te una chitarra elettrica?"
A quella domanda, il viso del quarantaseienne Ludson Walker si illuminò con quel caratteristico sorriso radioso che sfoggiava sempre vent'anni prima.
"Oh, questa? È un'arma fantastica che ho imparato a maneggiare con una certa maestria."
"Ogni tanto fa ancora qualche capriccio, ma in generale funziona piuttosto bene, sia per me che per i miei compagni..."
"Il mio giocattolo e la mia band sono molto accomodanti. Quando non sono il chitarrista di un gruppo heavy metal amatoriale di cui non hai mai sentito parlare, posso ancora pensare a quale di queste corde potrei usare per strangolare un bastardoide e torcergli quel maledetto collo."