Rossi

Rossi

Fisico Guardia Spada
Rarità★★★★★★
Attributo principaleAGI
Tipo di armaSpada
CV(Inglese) Giada Sabellico
CV(Giapponese) Hidaka Rina
CV(Coreano) Lee Joo-eun
CV(Cinese) Misty

Tag di combattimento

SospensioneCriticoAbilità offensiva

Tratti

Analisi della situazione: emissaria del clan
Essere in grado di fiutare le fregature è un talento pericoloso per una bambina.
Saggezza di strada: pacificatrice
Rossi si stanca dei continui battibecchi, quindi ha imparato come mettere tutti a tacere.
Sport: l'arte della caccia
Braccare una preda richiede tempo, ma Rossi è molto paziente. Non serve avere fretta, poiché siamo vicini all'odore del sangue.
Natura: fantasie di eroismo
Sono stati selezionati una strana pietra e uno scalpello affilato. Ora... che sembianze dovrà avere questa statuetta?

Ascensione

Promozione I
Attiva per aumentare a 40 il livello massimo dell'operatore.
Equipaggiamento strategico I
Attiva per permettere all'operatore di utilizzare equipaggiamenti di qualità blu.
Crediti-T ×1,600 Crediti-T ★★★★ Nota anche come "CT", questa valuta è riconosciuta e utilizzata in molti luoghi.
Promozione II
Attiva per aumentare a 60 il livello massimo dell'operatore.
Equipaggiamento strategico II
Attiva per permettere all'operatore di utilizzare equipaggiamenti di qualità viola.
Crediti-T ×6,500 Crediti-T ★★★★ Nota anche come "CT", questa valuta è riconosciuta e utilizzata in molti luoghi.
Promozione III
Attiva per aumentare a 80 il livello massimo dell'operatore.
Equipaggiamento strategico III
Attiva per permettere all'operatore di utilizzare equipaggiamenti di qualità oro.
Crediti-T ×18,000 Crediti-T ★★★★ Nota anche come "CT", questa valuta è riconosciuta e utilizzata in molti luoghi.

File operatore

INFO BASE
NOME IN CODICE: Rossi
GENERE: F
AFFILIAZIONE: Branco
DATA DI NASCITA: 10 marzo
RAZZA: Lupo
[STATO ORIPATIA]
I referti medici confermano la positività all'Oripatia (infetta).

[RISULTATI DELL'ESAME FISICO]
FORZA FISICA: Normale
ABILITÀ DI COMBATTIMENTO: Normali
ACUME TATTICO: Eccellente
ASSIMILAZIONE DELLE ARTI DI ORIGINIUM: Eccellente
RAPPORTO DELLE RISORSE UMANE
L'operatrice Rossi, il cui nome completo è Rossina Wulfperl Luppino, fa parte di un clan di Fenditerra noto come il Branco. In qualità di portavoce del clan, ha avviato un rapporto di collaborazione con la Endfield Industries e ora lavora nella Divisione tecnologica specializzata.

Date le condizioni particolari dell'operatore Wulfgard, la collaborazione fra la Endfield Industries e il Branco si concentra sostanzialmente sull'operatrice Rossi.
Rossi non risiede stabilmente sulla Dijiang. Trascorre la maggior parte del proprio tempo con il Branco, occupandosi degli affari del clan, ma localizzarla è piuttosto semplice, a differenza di Wulfgard. Inoltre, lei partecipa di buon grado ad alcuni dei programmi di addestramento della Endfield Industries. La valutazione di Lil' Dodge indica quanto segue: "Acume tattico eccezionale. Possiede un notevole carisma, leadership e talento nel comandare le forze sul campo di battaglia."
L'operatrice Rossi è più vicina allo stereotipo di un tipico membro del Branco: devota alla famiglia, rispettosa del codice, deferente verso i suoi anziani. Durante il suo primissimo giorno a bordo della Dijiang, ha fatto visita a quasi ogni persona degna di nota, tra operatori e responsabili di dipartimento. I suoi modi di fare cortesi e coscienziosi hanno fatto una buona impressione su gran parte dell'equipaggio.
Tuttavia, in combattimento mostra un lato di sé completamente diverso: in battaglia Rossi è lucida e spietata.
— Martin Marvin Malen, assistente alle risorse umane, Endfield Industries
DOCUMENTO 1
Osservazioni di Rossi
Nonno Rozzan
Nonno Rozzan cammina sempre in silenzio. Davvero strano... È così alto, eppure i suoi passi sono leggeri, come se camminasse su un tappeto spesso. Non sbaglia quasi mai. Non importa dove io mi nasconda, lui riesce sempre a trovarmi.
Ogni volta che vedo nonno Rozzan maneggiare la sua pistola, sembra che il tempo... si fermi. Anche il rumore del suo respiro scompare. Quando finalmente abbassa l'arma, ormai ho perso la cognizione del tempo. Non l'ho mai visto premere il grilletto: si limita a pulire la canna con un panno, poi rimette la pistola nella sua custodia. Fine dell'addestramento. Ho provato a imitarlo qualche volta, ma... non riesco a restare in quella posizione tanto a lungo.
...
Catello
Catello è sempre di fretta. Vorrei proprio sapere che ha da fare. Per quanto riguarda i suoi metodi... sono così semplici da risultare fastidiosi. Esercitazioni di forza noiose da morire, qualche allenamento con bersagli mobili o veri e propri combattimenti dal vivo... Che noia. Non si impara un bel niente così. Non ci andrò più!
...
Sorella Arclight
Arclight riesce a muoversi su ripide pareti rocciose in un lampo. È una semplice questione di velocità? Gliel'ho chiesto e mi ha risposto che ci vogliono delle Arti... Ah, e poi medita durante l'addestramento. Dice che la aiuta a sgombrare la mente, a eliminare qualsiasi distrazione. Uff... Restare immobile per tutto quel tempo è troppo difficile.
...
Endministrator
L'Endmin si adegua sempre al ritmo del resto della squadra, così da non lasciare nessuno indietro. Tutta un'altra cosa rispetto a Catello! L'addestramento dell'Endmin si concentra soprattutto sulla manipolazione dell'Originium e sul trasformare le rocce in armi affilate. Com'è possibile fare una cosa del genere? Solo l'Endmin ne è capace, credo. È inutile provarci...
DOCUMENTO 2
Età adulta? Nel Branco, ognuno ha il suo rito di passaggio. Per alcuni, si tratta di portare a termine una caccia da soli; per altri, chiudere una trattativa delicata.
Il Branco non sembra preoccuparsi degli errori dei giovani. Per mettere alla prova i piccoli lupi, delegano responsabilità importanti. È un'abitudine che fuori dal Branco sembrerà follia.
Per quanto riguarda Rossina... Caccia e trattative? Per lei, sono la quotidianità. A differenza dei suoi coetanei, ha dimostrato un talento precoce.
Ecco perché il Branco aveva organizzato una prova speciale per lei.
Hanno portato Rossina in un villaggio abbandonato, in compagnia di cinque sfortunati banditi. Ognuno di quei fuorilegge era un disperato, pronto ad accaparrarsi qualsiasi misero mezzo di sopravvivenza lasciato dagli altri: aspettavano solo l'occasione giusta per pugnalare il resto del gruppo alle spalle.
I cinque si tenevano sotto controllo a vicenda e nessuno osava fare la prima mossa, ma... se quel delicato equilibrio fosse stato spezzato...
Il primo compito di Rossina era semplice: sopravvivere ai banditi. E non solo. In quel luogo, gli attacchi delle belve erano frequenti. A volte si trattava di un predatore solitario, a volte di un intero gruppo.
I Lupi Anziani l'avevano abbandonata senza pensarci due volte. Sembravano non curarsi di lei e delle sue possibilità di sopravvivenza in un ambiente simile.
Quando ritornarono al villaggio due settimane dopo, ciò che videro li lasciò sbigottiti.
Intorno al villaggio era stata costruita una recinzione. I cinque banditi e Rossina avevano stabilito dei turni di guardia, in caso di attacchi da parte degli animali. Nei giorni senza incursioni, parte del gruppo andava a caccia, mentre gli altri raccoglievano acqua potabile. Si erano trasformati in una vera e propria squadra.
Prima, quegli uomini si guardavano con sospetto. Nessuno sa come Rossina li abbia convinti a collaborare sotto il suo comando. Stando alle sue parole, lei ha solo "fatto capire loro che quello era l'unico modo per sopravvivere".
Vale la pena sottolineare che anche Catello ha affrontato la stessa prova, ma... lui ha trascorso alcuni giorni uccidendo tutte le bestie nella zona, ha lasciato cibo a sufficienza ed è sgattaiolato via senza che nessuno se ne accorgesse, per poi tornare solo al termine della prova.
— Trascrizione di un'intervista con Marco Wulfhowl Luppino, membro del Branco
DOCUMENTO 3
"Il Branco ha scelto un'innocua cuccioletta come portavoce? Il vecchio Rozzan e gli altri hanno tirato le cuoia, per caso?"
Rossi lanciò un'occhiata a Erik, che era scoppiato in una risata insieme al suo gruppo, e perse immediatamente qualsiasi interesse nei confronti di quel leader, il "Cannone delle terre selvagge".
Era la prima volta che Rossi si occupava degli... "affari" del clan. La settimana prima, Erik aveva intercettato un convoglio di merci destinato alla famiglia Luppino. Per rispetto del Branco, non avevano osato toccare i corrieri, ma una parte considerevole del carico era sparita. Catello in quel periodo non era con il clan, perciò Rossi si offrì volontaria, smaniosa di dimostrare il suo valore con questa particolare "trattativa".
In quel momento, però, Rossi cominciò a pentirsi della sua decisione. Il viaggio si era rivelato ancora meno interessante di una battuta di caccia vicino a casa. Il cosiddetto "Cannone delle terre selvagge" stava muovendo il corpo gonfio e voluminoso, battendo la mano sul tavolo. Da quando era entrata, non aveva fatto altro che provocarla.
La vera forza è discreta, inflessibile e non dà mai segni di cedimento: Rossi aveva imparato questa lezione nel clan. Nessuno, nemmeno Rozzan o i Lupi Anziani, si era mai vantato della propria violenza in maniera tanto rozza.
"Nonno Rozzan mi ha detto che questi sono affari. Dal mio punto di vista, ogni trattativa ha una parte che ci guadagna e una che ci perde."
Rossi setacciò la tenda con lo sguardo. Alle narici le giunse l'odore di polvere da sparo e lei individuò il punto in cui avevano piazzato gli esplosivi. La quantità era trascurabile. Il loro obiettivo non era ucciderla, evidentemente. Una lupa viva era molto più utile.
"Al Branco non dispiace se i nostri soci in affari si tengono una fetta del guadagno, ma io purtroppo non ho ancora superato il mio rito di passaggio, dunque non sono ufficialmente un membro del Branco. E io voglio solo profitti. Le perdite non fanno per me."
"Sembra che il Branco non abbia intenzione di sedersi a parlare con calma, eh?"
Negli occhi di Erik balenò un lampo. I banditi intorno si fecero seri; alcuni posando già le mani sulle armi.
Due armati di spada, due di ascia e, forse, vari artisti in attesa fuori dalla tenda. A giudicare da come si sono posizionati all'interno, sarà difficile farli fuori in fretta. Quindi...
Dopo aver valutato la situazione, Rossi si mise a giocherellare con una forchetta sul tavolo, in attesa del momento migliore.
"Ascolta. È dal primo giorno che ho messo piede in questo maledetto posto che qualcuno mi riempie la testa di chiacchiere inutili: non posso fare questo, non posso uccidere quello, devo seguire le regole, il Codice del Branco."
Erik si faceva sempre più agitato. Fissò intensamente quella ragazza che si era presentata da sola. Tutti questi preparativi erano stati pensati per Rozzan del Branco, e invece il vecchio aveva mandato questa mocciosa... Per Erik, si trattava di un insulto bello e buono.
"Il Codice? È scritto da chi è più grosso e potente!"
Erik sollevò la sua pistola. Il Branco aveva a cuore i suoi. Prendere questa ragazza in ostaggio sarebbe stato molto più utile.
In un lampo, la forchetta volò verso Erik. Rossi si alzò di scatto e scomparve all'improvviso. Erik allontanò la posata e alzò l'arma per prendere la mira.
"Non ti muovere, fai il bravo."
Rossi gli premeva un pugnale contro la nuca.
I banditi intorno a loro estrassero finalmente le armi, ma era troppo tardi.
"FERMI! NON VI AVVICINATE!" urlò Erik, sentendo qualcosa di freddo pungergli la nuca.
"Stai sperando che arrivino a salvarvi gli artisti all'ingresso? Che strano, però... c'è troppo silenzio. Forse il mio clan ha fatto piazza pulita ancora prima di me. Cos'è che stavi dicendo? Oh, giusto... il Codice..."
La punta gelida della lama sembrava premere ancora più in profondità.
"Ma tu riesci a capire cos'è il Codice del Branco?" disse Rossi inguainando il pugnale.
Erik girò su sé stesso, infuriato. Tutti i suoi accurati preparativi mandati in fumo da una ragazzina? "Ho consegnato la merce agli Spacca-Ossa. Prova a riprendertela, se hai il coraggio! Quando vi avranno fatto fuori, scriverò un nuovo Codice per questo territorio!"
"Che hai detto?"
Alle sue spalle, la ragazza emanava un intento omicida che non aveva mai avvertito prima.
Erik non sapeva ancora quale sarebbe stato il prezzo da pagare per aver nominato gli Spacca-Ossa di fronte a questa ragazza, ma l'avrebbe scoperto. Molto presto.

Lanciando uno sguardo alla tenda distrutta, Rossi non riuscì a trattenere un sospiro.
"Che fatica fare affari."
DOCUMENTO 4
Tre rintocchi di campana. Una per una, le persone radunate lì si tolsero il cappello e si fecero avanti per appoggiare fiori freschi sulla bara gelida.
Qualcuno pianse piano, altri chinarono il capo in silenzio. Rozzan si guardò intorno, ma non trovò la familiare figura cremisi.
Nel feretro giaceva l'ultimo dei Lupi Anziani sopravvissuto all'incidente. Aveva trascorso il resto dei suoi giorni in preda al dolore. Sebbene la foschia degli Spacca-Ossa gli avesse devastato gli organi e le loro lame gli avessero perforato le membra, il Lupo Anziano aveva stretto a sé la giovane cucciola in fasce... finché non la consegnò fra le braccia di un altro ragazzo...
"Non è ancora arrivata..."
Le parole arrivarono all'orecchio di Rozzan. Fece un lento cenno, dopodiché affidò il resto della cerimonia a un altro Anziano.
Lui sapeva dove trovarla. Ogni volta che era arrabbiata, vagava per il campo di addestramento e restava lì fino a notte fonda.
Rozzan osservò la ragazza in silenzio. Anche lei lo aveva notato, ma nessuno dei due proferiva parola. Con un ultimo, violento affondo, piantò la spada nel manichino e cadde a terra. Chissà da quanto tempo si stava allenando qui.
"Non c'è più."
Rozzan si avvicinò a Rossi, mentre lei riprendeva fiato a terra, e le parlò con tono pacato e piatto.
"Lo so... Lo so..."
Rossi tirò giù il cappuccio, fino a coprire gli occhi, ma la sua voce era inequivocabilmente rotta. Da quando era abbastanza grande da capire, aveva fatto visita al Vecchio Lupo ferito ogni settimana, mostrandogli come stesse crescendo sana e forte. Per lei, rappresentava l'ultimo filo rimasto che la collegava a quelle anime perse.
"Avresti dovuto essere lì. Lui ti avrebbe voluto lì."
"Ma... è colpa mia... Ha fatto tutto per..."
Rozzan la aiutò ad alzarsi e la prese in spalla prima che potesse terminare la frase, poi la portò verso il cortile, dove si stava celebrando il funerale.
"Non ce la faccio a guardarlo... È stata tutta colpa mia... Non voglio..."
Rossi colpiva e mordeva la spalla di Rozzan. Le sue unghie gli graffiarono la pelle, i denti affondarono nel braccio. Rozzan rimaneva impassibile. Continuò a camminare verso il funerale.
Poco dopo, le forze di Rossi vennero meno. Crollò sulla schiena di Rozzan, le braccia penzolanti.
"Non sono diventata la lupa su cui il Branco può contare..."
Rossi mormorò queste parole, non sapendo se stesse parlando a Rozzan o a qualcuno che non c'era più.
"Non ho mai imparato a cavarmela da sola. Non sono riuscita a guidare nessuno. Non ho mai fatto una cosa giusta... Non meritavo il loro sacrificio..."
Rozzan si fermò. Ora il cortile era vuoto, restavano solo le ceneri di offerte bruciate e una bara solitaria. All'interno, l'Anziano giaceva in pace, ricoperto di fiori.
"Ogni volta che andavi a trovarlo, mi prendeva sempre da parte per parlare. Quel lupo non ricordava mai cosa mi diceva. Probabilmente l'età gli giocava brutti scherzi. Continuava a raccontare le stesse storie."
Rozzan fece scendere Rossi e appoggiò una mano sul bordo della bara, osservando il suo vecchio amico.
"Parlava sempre dei vecchi tempi, delle poche volte in cui abbiamo litigato. Ma i dettagli... cambiavano sempre. Un giorno era lui quello che aveva combinato un guaio, il giorno dopo ero io. La stessa storia veniva raccontata ogni volta in modo diverso. C'era solo una cosa che lui non cambiava mai."
Rozzan si avvicinò e scompigliò i capelli di Rossi.
"Ogni volta diceva che salvarti è stata la cosa migliore che avesse mai fatto."
Rossi abbassò la testa. Tolse il ciondolo pallido che aveva intorno al collo, quello che le aveva regalato l'Anziano, e lo mise tra i fiori.
La bara venne sigillata. La giovane lupa non pianse mai più.

Illustrazione

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Un mondo sulla punta della penna
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